sabato 28 aprile 2018

L'altra donna del re, il film


L'ALTRA DONNA DEL RE


Titolo originale: The Other Boleyn Girl
Regia: Justin Chadwick
Anno:2008
Durata: 115 minuti
Su Netflix: Sì
Genere: dramma in costume, storico
Consigliato: Nì  😐
TRAMA
In un epoca nella quale il destino delle donne era deciso dal proprio padre, due sorelle, Mary e Anna Bolena, sono spinte da quest'ultimo tra le braccia del re, Enrico VIII d'Inghilterra. Mentre una si attiene alle regole, l'altra sceglie di seguire una nuova strada. Il re, che fu l'amante della prima delle due sorelle, andò a sposare in seguito la seconda. 

COMMENTO
Sicuramente è una bella sfida raccontare una delle vicende più drammatiche, importanti ed emblematiche della storia del Regno Unito. 
Gli autori avevano dunque a disposizione un soggetto e un cast pazzeschi, eppure il risultato lascia alquanto delusi.
Alla sceneggiatura c'è nientemeno che Peter Morgan, creatore di The Crown e a rivestire i panni delle due protagoniste ci sono Natalie Portman, che interpreta la regina Anna Bolena e  Scarlett Johansson, qui Mary Bolena. 
Abbiamo Eric Bana nei panni di Enrico VIII (esisteva un attore più diverso dall'originale?), un Andrew Garfield pre-Spider Man in quelli di Francis Weston, il futuro premio Oscar Eddie Redmayne (La teoria del tutto, The Danish girl) in quelli di William Stafford, Bendict Cumberbatch in quelli di William Carey e ancora Jim Sturgess, Kristin Scott Thomas, Mark Rylance...
Eppure il risultato è un polpettone romanzesco, molto infedele alla vera storia, montato in modo frenetico, condito di dialoghi spesso banali: insomma poco credibile come film storico e poco emozionante come dramma in costume...
Perfino le location non rispettano i luoghi storici, seppur esistenti. La Tower of London è infatti stata sostituita dal castello di Dover. In ogni caso, le ambientazioni sono almeno pertinenti.
Di positivo c'è l'interpretazione di Natalie Portman, alle prese tra l'altro con un personaggio di raro spessore drammatico e psicologico al quale non viene fatta giustizia (né dal punto di vista filmico né da quello storico). Non si può dire lo stesso della sorniona Scarlett Johansson, il cui personaggio tra l'altro viene trasformato nell'eroina del film mentre in realtà Mary Boleyn era, diciamo, di tutt'altra pasta.

Impossibile infine non segnalare la bellezza dei costumi tra i punti a favore del film. 

Passiamo alla storia: Wikipedia rivela una ventina di inesattezze storiche, ma del resto la colpa non è dello sceneggiatore (che ha mostrato ben più tatto e attenzione per The Crown), bensì di Philippa Gregory, autrice dell'omonimo romanzo uscito sette anni prima e accolto con grande successo di pubblico e tiepide critiche, che ne elogiavano le ambientazioni cupe e la lettura femminista ma lamentavano le infedeltà storiche.


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